L’AUTENTICITA’ DELLA FEDE SI CONCRETIZZA ANCHE NEL MODO IN CUI FACCIAMO USO DEI SOLDI

fonte immagine: primapavia.it

Pubblicato su Un popolo in cammino – luglio 1994

Dice San Giovanni: “… i suoi discepoli, infatti, erano andati in città a fare provviste di cibi“, dunque anche Gesù accettava il condizionamento dell’esigenza economica. Sarebbe sempre doveroso parlarne, perché l’autenticità della fede si concretizza in misura notevole nel modo con cui facciamo uso dei soldi. 

Mi pare di poter trarre un incoraggiamento ed affrontare questo argomento dei rapporti più profondi e più veri che si sono stretti fra noi in questi anni vissuti insieme. Credo sia diventato sempre più chiaro che fra quanto avviene per ciascuno di noi singolarmente o per ognuna delle nostre famiglie e quanto riguarda tutti noi uniti nella comunità parrocchiale non vi è alcuna differenza, ma che tutto ha il medesimo valore per la vostra responsabilità e per la vostra vita. Soltanto da chi vive questa chiarezza può venire l’aiuto, anche economico, a favore di chi ancora non la possiede o la vuole rifiutare; a costo che alcuni (quelli che praticamente vengono a messa ed a Jerago sono quelli che sono) portino il peso di tutti gli altri affinché ognuno maturi nella libertà.

Comunque è necessario che cominciamo noi a trovare tutti i rimedi possibili senza cadere alla tentazione di scaricare su altri le responsabilità nelle situazioni concrete in cui il Signore mette ciascuno di noi. E’ inutile dire che siamo chiamati ad una maggiore generosità ed a tutto il sacrificio di cui siamo capaci ed in un momento con difficoltà come questo.

Intanto potrà servire il giro con i cestini. 

La nostra frequenza alla Santa Messa rimane un gesto piuttosto formale se non ci compromettiamo anche in ciò che possediamo. Le offerte si possono dare e si danno di fatto anche in altri momenti e per scopi che non sono le immediate necessità della comunità parrocchiale, come le missioni ecc.. E non intendo sospendere questi scopi, perché sono quelli che danno un valore di fede a quanto offriamo per la parrocchia. Ma oltre ad una maggiore accortezza sulla raccolta, occorrerà anche un maggiore sacrificio da parte di ogni famiglia. La forma della autotassazione fissa o un pegno mensile, diventa un richiamo ad ogni fine o principio del mese al proprio legame con la comunità, anche se siamo assenti qualche domenica per una visita ai nostri parenti, per una gita o per una vacanza, per andare al cimitero, per andare ad un convegno o per altri motivi.

Perché la Parrocchia ha pressoché le medesime esigenze in tutti i mesi dell’anno, compresi quelli estivi; e con il ritmo di quest’ultimi due anni non so davvero come sarà possibile quest’anno far fronte agli impegni ordinari e straordinari. Il contributo mensile stabilito in famiglia, o tra amici che alcuni mettono nel cestino delle Sante messe, nella bussola centrale o direttamente a me, è indice di un rapporto costante e vissuto con la comunità e dà grazia economica a chi è direttamente responsabile. 

Con affetto Don Angelo

Lascia un commento