
Pubblicato su Un popolo in cammino – settembre 1994
La gratitudine dei figli verso i propri papà oggi è “fuori moda“. Spesso si sentono dire che sono dei matusa, che non hanno saputo comprendere il cambiamento dei tempi e dei modi di vivere, che si ha bisogno di una totale indipendenza. Si arriva a “farne a meno“.
La gratitudine è un fiore raro, ma beati coloro che la possiedono perché sono radicati alla certezza di essere amati e stimati. Invito perciò i ragazzi/e e i giovani a rivolgersi così a Dio:
Signore, benedici mio padre.
Mi ama.
Si ammazza di lavoro per me tutto il santo giorno.
Donagli pace, riposo, sollievo e gioia nella nostra casa.
Donagli una salute vigorosa così che possa riuscire in tutti i suoi penosi lavori.
Custodiscilo da ogni male del corpo e dell’anima.
Il tuo amore gli dia la forza di compiere la tua volontà.
È lui il capo visibile, responsabile davanti alla tua divina persona della mia esistenza.
Fa che gli porti sempre il rispetto e lo ami, poiché è lui il custode della nostra casa, del luogo dove la nostra famiglia vorrebbe vivere nell’amore scambievole e nell’amore per te, fino al giorno in cui potremmo incontrarci tutti insieme in cielo. Amen
Questa preghiera sia rivolta a Dio per ogni paternità qui in terra perché lui doni la forza del Suo Spirito per non stancarsi di donarsi gratuitamente e con amore per coloro che gli sono affidati come responsabilità spirituale e materiale.
Don Angelo
