LA SANTA MESSA: CONOSCERLA E VIVERLA

Pubblicato su Un popolo in cammino – anno 1993

LA COMUNITÀ CRISTIANA SI RADUNA PER CELEBRARE  L’EUCARESTIA

 

PREGHIERA

 

Fammi giustizia, O Dio, difendi la mia causa contro gente spietata; 

liberami dall’uomo iniquo fallace

 

                              Tu sei il Dio della mia difesa; perché mi respingi, 

                               perché triste me ne vado oppresso dal nemico?

 

Manda la Tua verità e la Tua luce; siano esse a guidarmi, 

mi portino al Tuo monte santo ed alle Tue dimore.

 

                               Verrò all’altare di Dio,

                                al Dio della mia gioia, del mio giubilo. 

                                A Te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.

                                                                                                 (dal Salmo 42)

 

LETTURA: (da principi e norme per l’uso del messale romano)

 

Nella Messa, o cena del Signore, il popolo di Dio è chiamato a riunirsi insieme sotto la presidenza del Sacerdote, che agisce nella persona di Cristo, per celebrare il memoriale del Signore, cioè il sacrificio eucaristico.

Nella celebrazione della Messa, nella quale si perpetua il sacrificio della Croce, Cristo è realmente presente nell’assemblea dei fedeli riuniti in Suo nome, nella persona del ministro, nella sua parola, ed in modo sostanzialmente e permanente sotto le specie eucaristiche.

 

RIFLESSIONE

 

La Chiesa è per sua natura un popolo radunato, ma la sua espressione più viva e più qualificante è “l’Assemblea Eucaristica”.

Gli Atti degli Apostoli parlano delle riunioni della comunità primitiva sottolineandone gli atteggiamenti più significativi: l’ascolto della Parola degli Apostoli, la preghiera e la frazione del pane.(At. 2,42)

Anche oggi, come allora, l’atto più importante che compie la Chiesa è quello di radunarsi per la frazione del pane.

Il testo conciliare sui sacramenti dice chiaramente: “il lavoro apostolico è ordinato a che tutti, divenuti figli di Dio mediante la Fede ed il Battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio ed alla mensa del Signore. (n.10)

 

UN’ASSEMBLEA QUALIFICATA

 

Coloro che frequentano l’Eucaristia dovrebbero sentirsi santamente orgogliosi, sapendo che l’assemblea di cui sono parte è altamente qualificata; e questo per più motivi:

 

– Per la sua origine

– Per le sue prerogative

– Per la capacità significativa.

 

La Comunità Cristiana, ecclesiale, infatti, trae origine non dal convergere di particolari fattori storici o di comuni interessi terreni, ma dall’alto. Si tratta, in realtà, di un popolo costituitosi tale al fonte battesimale. Il Battesimo incorpora a Cristo e per ciò stesso alla Chiesa. Coloro, pertanto, che formano l’assemblea eucaristica, prima di incontrarsi in Chiesa, si sono incontrati e riuniti in Cristo al fonte battesimale. Tale incontro precede condiziona quell’eucaristico.

La partecipazione all’Eucaristia è un’esigenza ed un’espressione della vita battesimale. I battezzati devono sapere che per formare il corpo di Cristo, occorre riconoscerlo e riceverlo quale si rivela e si comunica nell’Eucaristia.

La celebrazione dell’Eucaristia è, così, il momento più alto della vita battesimale. Pertanto è importante avvertire che l’Eucaristia non crea l’assemblea, ma la trova già costituita. Questa stessa assemblea, divenuta tale nel Battesimo, è qualificata, perché partecipa delle stesse prerogative di Cristo suo Capo; in primo luogo partecipa della sua dignità sacerdotale. Anzi, questa è la sua qualifica più alta: essere un’assemblea sacerdotale di culto. È proprio in forza di questa che è abilitata e capace di partecipare alla Celebrazione della Cena del Signore.

 

INIZIATIVA DIVINA

 

Altro titolo qualificante l’assemblea eucaristica è quello di essere stata”RIUNITA”. “CONVOCATA”. Da chi? Evidentemente da Dio.

L’iniziativa è sua, come tengono a sottolineare i testi liturgici:

 

“continui a radunare intorno a te un popolo che da un confine all’altro della terra offra al tuo nome il sacrificio perfetto”;

 

“questa famiglia che è convocata la tua presenza” (III preghiera Eucaristica).

Anche le formule proposte per il saluto dell’assemblea da parte del sacerdote, esprimono, ognuno a suo modo, questa verità.

 

 La Grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo, siano con tutti voi”.

 

Si tratta di una formula tolta dalla seconda lettera di S.Paolo ai Corinzi (13,13) con la quale il sacerdote avverte l’assemblea di trovarsi davanti al mistero di Dio Uno e Trino, che l’ha convocata ed è in mezzo a lui con tutti i beni divini: Gesù, con la forza divina della grazia salvatrice; il Padre celeste con tutto l’infinito amore che l’ha spinto a dare il suo Figlio Unigenito; lo Spirito Santo con l’effusione dei suoi doni.

Chi va a messa risponde ad una sollecitazione divina che lo chiama per rinnovare ancora l’Alleanza.

Per essere, quindi, un’assemblea qualificata soprannaturalmente, convocata da Dio, il radunarsi del popolo cristiano per l’Eucaristia è un fatto meraviglioso, carico di significati teologici.

Carissimi, ci avviciniamo alla festa del “Corpo e Sangue del Signore”, cioè del “Corpus Domini”. Occorre essere grati a Dio di averci chiamati attraverso il Battesimo a partecipare a questo grande mistero per portarlo attraverso la nostra vita nel mondo, in ogni luogo in cui ci chiama vivere perché si comunichi ad ogni uomo attraverso noi, alla nostra piccola e misera vita il Suo Grande Amore.

Prepariamoci, perciò, con la preghiera ad essere grati a Lui di averci ridonata, in Cristo la grande dignità di essere Suoi figli.  

 

                                                                                                                        Con affetto

                                                                                                                        Don Angelo



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