PREMIO DELLA  BONTA’ E DELLA GRATITUDINE

Pubblicato su Un popolo in cammino – novembre 1994

Lo scorso 8 ottobre nella sala dell’auditorium è stata assegnata per la prima volta la targa del “premio della bontà e della gratitudine“. Riportiamo le parole di presentazione di quella serata indimenticabile e ricca di suggestioni, arricchita da uno splendido concerto del Corpo Musicale Santa Cecilia giunto al suo 131º anno di vita. 

“Due ricorrenze rendono solenne e storica questa serata per la comunità di Jerago. La prima è la ricorrenza della consacrazione della Chiesa Parrocchiale che il Corpo Musicale Santa Cecilia vuole qui ricordare nel 62º anno (14 settembre 1932).

Nella storia si legge che durante la notte fra il 13 e il 14 settembre le reliquie, da collocare nella nuova chiesa, furono esposte alla venerazione dei fedeli che si susseguirono in preghiera. Alle ore 3:00 del 14 settembre il Cardinal Schuster è già prostrato in venerazione e si inizia la suggestiva e grandiosa cerimonia di consacrazione. Così la storia racconta. Ma che senso avrebbe ricordare la consacrazione della chiesa senza che vengono riproposti per la crescita della comunità quegli ideali di servizio, di altruismo, di senso del bene comune, di solidarietà che animarono la popolazione della parrocchia nelle vicende storiche che hanno accompagnato la vita dei nostri padri su questa terra che porta i segni del loro impegno, del loro costume cristiano e profondamente umano.

Proprio per riproporre ai nostri uomini di oggi i grandi ideali di cui la chiesa materiale è simbolo, la Parrocchia istituisce questa sera il “Premio della bontà e della gratitudine“. Si tratta di una targa che verrà data periodicamente a persone che hanno dimostrato attenzione, solidarietà, spirito di servizio verso la nostra comunità. Vi domanderete come è nato questo premio? Eccovi una breve storia. Qualche anno fa a un nostro parrocchiano è venuto in mente una brillante idea: perché non dire grazie a chi ha fatto del bene? Perché non ricordare con un segno persone meritevoli e degne? Il tempo è passato dalla nascita di quell’idea e, si sa, non sempre le condizioni di vita permettono di attuare ciò che si pensa. Oggi però quell’idea trova attuazione e si concretizza per la prima volta. Quali sono gli obiettivi dell’istituzione?

IL PRIMO – Dire grazie, esprimere la riconoscenza e la gratitudine a quanti hanno dimostrato di amare e di servire con le loro opere la nostra gente, mettendo a disposizione degli altri il loro tempo, le loro risorse, il loro impegno e il loro lavoro.

IL SECONDO SCOPO – additare i buoni esempi a tutti affinché anche altri si facciano operatori di solidarietà, generosi donatori, servizievoli compagni di cammino a quanti vivono nella nostra comunità. Tutti siamo consapevoli quanto sia importante dare buoni esempi nel mondo di oggi che è travagliato e angosciato da continui scandali. Ebbene come leggiamo nel Vangelo, cerchiamo con questo premio di mettere la lucerna del buon esempio sul candelabro, affinché faccia luce a tutta la casa. La nostra Giuseppina Balzarini che questa sera viene premiata, nella prima edizione di questo premio, sicuramente preferisce restare nel nascondimento e nell’ombra, ma non se l’abbia male, non è lei che ha voluto essere collocata in alto, siamo noi che abbiamo bisogno di buoni esempi per farci coraggio nelle difficoltà che incontriamo sulla via del bene.

Dopo l’esecuzione dei brani della prima parte del concerto, ha preso la parola il Signor Parroco che ha illustrato le motivazioni che hanno portato a conferire il primo premio della bontà alla nostra Giuseppina Balzarini, infermiera, evidenziando lo spirito di servizio e umiltà della festeggiata. Il signor parroco ha poi chiamato sul palco la premiata e il signor Carlo Biganzoli in quanto ideatore del premio e tra gli applausi dei presenti ha conferito per la prima volta la targa recante l’effigie della Madonna del Carmine e del campanile restaurato con la scritta: “C’è più gioia nel donare che nel ricevere“ a Giuseppina Balzarini.

Il concerto è poi proseguito con l’esecuzione di brani nella seconda parte. Due parole per spiegare le future edizioni del premio bontà e gratitudine. In futuro ci si regolerà così: il signor Parroco formerà una commissione che stabilirà i criteri di assegnazione e vaglierà tutte le segnalazioni che la popolazione vorrà fare. E qui mi viene spontaneo già fin d’ora chiedere a voi di segnalare persone meritevoli. È un compito difficile perché il bene non fa rumore e spesso si fa fatica a scovarlo: ma se ci sono al mondo persone che lo possono fare, queste sono sicuramente cristiani-quindi-date la vostra collaborazione volentieri anche per questo.



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