
Pubblicato su Un popolo in cammino – anno 1989
Carissimi,
al termine di un anno è doveroso fermarci un istante e contemplare il cammino che il Signore ci ha permesso di compiere con i nostri fratelli. E’ evidente che per noi il punto di riferimento debba essere il Figlio che il Padre ci ha donato, la sua Carità, la Sua capacità di donarsi totalmente a favore dei propri fratelli perchè a loro volta imparassero a vivere la Grazia, di dono della propria vita appassionata sempre di più della grandezza a cui ogni uomo è stato chiamato. Con Lui, Gesù, siamo impegnati a dilatare e stabilire il Suo Regno di Amore e di Pace attraverso il consolidarsi della Chiesa come unità in Lui, con Lui, per Lui, riconoscendo il cammino di Grazia tra di noi.
Può essere stato un cammino ora lento, ora faticoso, ora pieno di gioia o di fatica, di incertezze e di debolezze, ma ciò che è importante è che a questo cammino non ci siamo sottratti, che in questo viaggio ci siamo sorretti e sollecitati, che non siamo stati rinunciatari o di freno.
Una certezza ci sorregge: ogni situazione che il Signore ci pone di fronte è “occasione di testimoniare la nostra Fede”. Non è uno scandalo, non è un inciampo. Questo atteggiamento ci permette di essere grati a tutti ed a tutto, perchè tutti e tutto sono dono per confermarci, per essere più forte e vero, più limpido il nostro appartenere al Suo Amore.
Come, allora non ricordare il cammino compiuto dal nostro Consiglio Pastorale che solo da circa due anni, dopo una intensa pausa, ha ripreso il suo cammino e va sempre più consolidandosi in un coinvolgimento di corresponsabilità?
Le preoccupazioni del Consiglio Economico generale della Parrocchia e la gestione economica particolari dell’Oratorio?
Sappiamo che non è semplice usare di tutto a Gloria di Dio, come preoccupazione verso i nostri fratelli e non come affermazione di noi stessi.
La conversione del cuore a cui siamo chiamati è grande e perciò grande la nostra fatica.
Ma nella comunione tra noi quotidianamente cresciamo nell’uso sempre più corretto dei beni tenendo presente i bisogni comuni della unità ecclesiale.
Come non avere presente con gratitudine al Signore e dei fratelli il gruppo dei genitori che si sono uniti nella corresponsabilità alla conduzione educativa e gestionale del Bar dell’Oratorio e coloro che nel silenzio del mattino, senza che alcuno veda, curano la pulizia di questi ambienti donandosi totalmente in modo gratuito?
A loro la pace e la gioia di crescere innanzitutto nella carità di Cristo e la certezza che altri si aggiungeranno ad essi perchè appassionati dei propri ragazzi e della Chiesa.
E la costanza con la quale viene curata la pulizia della chiesa parrocchiale da un altro gruppo di persone? E’ veramente questo “ amare Cristo” cioè la presenza del suo Corpo, la Chiesa, non a parole ma con i fatti.
Il gruppo missionario, pur vivo, dovrebbe consolidarsi maggiormente con l’inserimento di persone nuove, di energie fresche. E’ il cuore della nostra Parrocchia che si diletta con amore fino ad abbracciare i bisogni di tutto il mondo. Non è un rimprovero, ma un desiderio e un impegno innanzitutto per me stesso.
Il gruppo Caritas e Acli-Avis hanno espresso questa carità assumendo i bisogni della Parrocchia e dei singoli.
Non si può dimenticare il gruppo dei catechisti e delle catechiste con le suore che si sono messi a disposizione per aiutare i nostri ragazzi a rendere conto di fronte al mondo della propria fede, a sentire la gioia di appartenere alla Comunità Cristiana. Qui devo sollecitare me stesso ad essere più presente a loro, ad aiutarli nelle loro fatiche. Il Signore mi aiuti in questo mio cambiamento.
Un altro momento o luogo di crescita delle nostre persone nella Carità di Cristo, nella capacità di mettere a disposizione la nostra intelligenza ed il nostro cuore, è il sorgere del gruppo laureate e laureande che si sono messe a disposizione per il doposcuola, per aiutare i nostri ragazzi ad amare la propria crescita intellettuale e morale, a prepararsi ad affrontare le gioie e le difficoltà della vita.
Ci è molto presente il gruppo dei giovani ed adolescenti che, seguendo il nostro seminarista Giuseppe, stanno crescendo nella corresponsabilità verso i bambini che frequentano l’Oratorio domenicale. E’ un cammino un po’ rallentato dalla mancanza di strutture, ma è per un cammino preziosissimo. Anche in questo c’è la speranza che in altri nasca questa vocazione, questa passione al crescere della loro umanità.
E come dimenticare tutti coloro che hanno aiutato gratuitamente al riassetto dei locali sopra l’Auditorium ed in particolare un imbianchino appena andato in pensione, le signore che hanno donato i tavolini per arredarli ed i banchi di scuola appena arrivati?
Devo anche essere molto grato al gruppo stampa e distribuzione del giornalino e della buona stampa: un lavoro prezioso per la nostra crescita umana e culturale, per il quale non si ha, spesso, l’idea del tempo e delle energie che richiede: un lavoro nascosto che richiede attenzione e sacrificio.
Ed il sorgere del Centro Culturale che ha il compito di educare al gusto del bello e del vero, di cogliere e valorizzare ogni espressione creativa all’interno del paese senza rifiutare ogni apporto esterno che possa essere di pungolo anche al nostro cammino umano e di fede.
Non possiamo dimenticare il gruppo liturgico nelle sue varie espressioni, sia di preparazione alla celebrazione dei Sacramenti, sia nella sua espressione canora. Se sollecitiamo il coro liturgico dei giovani a conformarsi sempre di più alle esigenze del cammino della Chiesa che ripropone, annualmente, il mistero di Dio in Cristo, non possiamo non essere sorpresi positivamente dal nascere del coro dei bambini che ci auguriamo possa continuare il suo cammino e il coro Adelphia, perchè possa trovare una sua possibilità di espressione anche all’interno della S. Messa domenicale. E’ un invito chiaro e preciso alla loro libertà.
Una riflessione si impone anche sulla espressione popolare della Fede con la presenza del gruppo “Passiun dul Signor” soprattutto in questi tempi in cui la Chiesa è protesa al recupero di questa modalità espressiva.
Un apporto non secondario è venuto anche dal gruppo Alpini, che ha portato a termine alcuni lavori manuali importanti per l’Oratorio e il ripristino della cancellata della casa parrocchiale e al recupero di opere d’arte e abbellimenti.
Abbiamo ancora tutti sotto gli occhi lo stupore per il presepe portato a termine da un gruppo di “giovanissimi anziani” e l’attenta religiosa presenza del nuovo sacrestano coadiuvato da ben validi e insostituibili apporti di altre persone.
Si è realizzata, da parte di un gruppo di donne, la copertura con tendaggi alle porte della chiesa per difenderla dal gelo. Abbiamo anche fatto la scelta di mantenere la chiesa parrocchiale a temperatura costante per favorire il soffermarsi in essa a pregare durante la giornata anche se ciò comporta un maggior onere finanziario.
Un cenno necessario di ringraziamento all’Ing. Dionigi Macchi e alla Coesmi che, oltre a pazientare nei pagamenti senza chiedere interessi, ci ha scontato moli lavori fatti al di fuori del capitolato di appalto ed i tecnici di Jerago che ne hanno seguito l’esecuzione.
Ci è poi di grande esempio la fedeltà delle signore che costantemente, ormai da molto tempo, provvedono alla preparazione delle torte e dei manufatti e del relativo banchetto di vendita.
Un Grazie sentito a Padre Eugenio, don Mario e don Franco per il loro apporto spirituale durante le feste natalizie, mentre non possiamo sottacere il contributo alla crescita della nostra Fede degli ammalati. Sono il segno più vicino al mistero di Cristo nella sua obbedienza alla volontà del Padre per la salvezza degli uomini. Noi siamo chiamati ad imparare la loro docilità, la loro pazienza, la loro offerta.
Infine un grazie a chi ha desiderato ricordare nei suoi doni anche la mia povera persona.
Certamente molto mi sarà sfuggito e di questo chiedo perdono al Signore ed ai suoi fratelli, ma una cosa è certa: il Signore Gesù e il dono dello Spirito ci hanno sorretti, con l’intercessione di Maria, nel nostro cammino e………….coraggio! Il viaggio verso di Lui è ancora lungo ed ha bisogno dell’apporto di tutti.
Vi abbraccio con tanto affetto
Don Angelo
