Quaresima 2004

Pubblicato su Un popolo in cammino – marzo 2004

Nella 1ª domenica di quaresima la liturgia ci invita a ricevere sul nostro capo le ceneri.

In questo giorno ricorda ad ogni cristiano attraverso questo segno 

la nostra fragilità,

il nostro peccato.

Ricevendole riconosciamo che siamo creature fragili, limitate. Basta un nulla e noi partiamo e a nulla ci giovano: 

la nostra ricchezza,

la scienza,

la gloria,

il potere,

i titoli,

la dignità,

l’orgoglio.

Ma vorrei riportare uno scritto di Don Giovanni Calabria al quale sono molto affezionato:

“ Le ansie, le trepidazioni della povera vita presente siano spinta ad amare di più il Signore per meritare la sua benedizione anche in questa vita.

In ogni evento crediamo all’Amore di Dio per noi, perché Egli vuole solo il bene, il vero bene.

E stiamo certi che tutto torna a vantaggio di chi crede all’Amore di Dio per noi”.

E ancora ci invita a rinnovarci secondo il Vangelo e dice:

“ L’ora continuamente si aggrava sulla povera umanità, e gli uomini che l’hanno provocata non la possono fermare se non c’è un intervento speciale di Dio Padre nostro che è nei cieli.

Questo intervento, questo miracolo verrà di certo se noi cristiani tutti uniti, un cuor solo e un’anima sola, faremo una esatta revisione della nostra vita per vedere se è conforme alla nostra vocazione, al nostro carattere di cristiani. 

Se non la troviamo conforme al Santo Vangelo, 

facciamo penitenza e

seri propositi

di vivere secondo la nostra dignità di uomini e di cristiani non solo a parole, ma a fatti”.

Carissimi, occorre che questo periodo quaresimale sia veramente vissuto con la preghiera che sgorga più dal cuore che dalle labbra.

Il digiuno che talvolta è sacrificio del corpo, ma che oggi può assumere altre forme di rinuncia alle cose non necessarie e persino nocive come il digiuno da alcuni programmi televisivi, da qualche piacere, da una amicizia dannosa o rischiosa ecc……

L’elemosina come espressione di una più attenta generosità e di quella carità che copre una moltitudine di peccati.

Carissimi, spero che ognuno di noi affronti seriamente questo periodo guardando e contemplando il volto del Signore Gesù perché possa riflettere nella propria vita la Sua grandezza di Amore per la salvezza e la gioia di coloro che ci incontrano.

Con affetto 

Don Angelo.

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