LA SETTIMANA SANTA

Pasqua di risurrezione

Giovanni-Paolo-II

Carissimi, ringrazio il Signore che compie meraviglie. Mi ha permesso di toccare con la mia umanità il cammino faticoso, ma vero verso di Lui. E questo è solo Suo dono e Sua opera. Noi siamo solo servi stupiti della resurrezione dei cuori.

E’ la morte di Cristo che ha salvato e ancora oggi ci salva.

E’ la morte di Cristo che fa diventare bene ogni nostro passato.

Ed il nostro passato è pieno di ombra che si chiama peccato.

Paolo ci dice parlando di se:

per grazia sono ciò che sono e la Sua grazia non è rimasta senza esito.

Io che prima ero contro Cristo perseguitando il luogo della Sua presenza, la Chiesa, ora, 

come un aborto, sono diventato apostolo di Gesù.

Troppo spesso noi sottolineiamo e ci scandalizziamo dei nostri peccati.

Poco ci stupiamo della Sua Grazia che usa anche del nostro peccato per portarci a Lui.

Troppo ci scandalizziamo ed additiamo gli errori ed i peccati degli altri diventando accusatori e poco siamo ricolmi di speranza nel cammino di Cristo che attraversa anche i nostri errori per arrivare nella profondità del nostro cuore smarrito e ricondurci alla vita. Ci ridona, con la Sua morte e risurrezione il senso, il significato vero della vita che è:

Amare fino al sacrificio di sé

per possedere la gioia

Non si può riconoscere Cristo in croce senza immediatamente capire e sentire che questa croce deve toccare noi, che non possiamo più fare obiezioni di sacrificio da quando Cristo è morto in croce per amarci.

Proviamo a rivedere, alla luce di Cristo

La nostra vita famigliare

La nostra vita comunitaria

La nostra vita nel mondo della scuola e del lavoro

Abbiamo tra noi gli occhi con i quali Cristo ha guardato e ci guarda, carichi di speranza?

Siamo pronti a riconoscere che la fraternità nata dal sacrificio di Cristo è il luogo della Sua manifestazione e siamo carichi di gratitudine? Oppure per le cose che non vanno secondo il nostro criterio e giudizio siamo pronti a rinnegare, ad allontanarci dal Suo Corpo Mistico?

Voglia il Signore donarci i suoi occhi carichi di speranza.

Voglia il Signore che, di fronte agli errori lo riconosciamo sempre presente nella Sua Chiesa.

Con affetto.

Don Angelo

“ Un popolo in cammino” Aprile 2000



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