Pubblicato su Un popolo in cammino nell’ anno 1992
Siamo ormai abituati al termine “Avvento”; sappiamo che cosa significa, ma proprio per il fatto che ci siamo così familiarizzati con esso, non arriviamo, forse, a comprendere tutta la ricchezza che comprende tale concetto.
“Avvento” significa venuta. Dobbiamo, quindi, domandarci: chi è che viene? e per chi viene?
A questa domanda troviamo subito la risposta. Anche i bambini sanno che è Gesù che viene per loro e per tutti gli uomini. Viene una notte a Betlemme, nasce in una grotta che serviva da stalla per il bestiame. Quanto sanno i bambini lo sanno anche gli adulti che partecipano alla gioia dei bambini, e che la notte di Natale sembrano diventare bambini anch’essi. Tuttavia molte sono le domande che vengono fatte. L’uomo ha il diritto e perfino il dovere di interrogare per sapere.
Vi sono anche coloro che dubitano e, benché partecipino alla gioia del Natale, sembrano estranei alla verità che esso contiene.
Le due verità dell’Avvento: Dio e l’uomo
La verità del Cristianesimo corrisponde a due realtà fondamentali che non possiamo noi perdere di vista. Tutte e due sono fra loro strettamente connesse. E proprio questo legame così intimo che una realtà sembra spingere all’altra, è la nota caratteristica del cristianesimo.
La prima realtà si chiama “Dio”, la seconda “uomo”. Il cristianesimo sorge da una particolare relazione reciproca fra Dio e l’uomo. Negli ultimi tempi, specialmente durante il Concilio Vaticano II, si discuteva a lungo se tale relazione fosse teocentrica (cioè avesse come centro Dio) oppure antropocentrica (cioè che al centro della relazione vi fosse l’uomo). Non si avrà mai una risposta soddisfacente a questa domanda, se continueremo a considerare i due termini della questione: infatti il cristianesimo mette al centro dell’interesse l’uomo proprio perché ha messo al centro dell’interesse umano Dio.
Ma è proprio il mistero dell’incarnazione che da solo spiega questa relazione tra Dio e l’uomo. Ed è per questo che il cristianesimo non è soltanto “una religione di avvento”, ma l’avvento stesso: il cristianesimo vive il mistero della venuta reale di Dio verso l’uomo, e di questa realtà palpita e pulsa continuamente. Si tratta di una realtà profonda e semplice insieme, che è vicina alla comprensione ed alla sensibilità di ogni uomo e soprattutto di chi, in occasione della notte di Natale, sa farsi bambino. Infatti una volta Gesù disse: “Se non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli”. (Mt.18.3)
Questa è la nostra certezza : un Dio, anzi, Dio si è fatto uomo per essere compagno al nostro cammino. Sta a noi accoglierlo e camminare con lui. Questa è la nostra responsabilità!
Scrivo alcune indicazioni che il nostro Arcivescovo Carlo Maria Martini ci ha date per realizzare il piano che Dio ha progettato per renderci suoi figli:
-Il silenzio contemplativo
-Il primato della parola
-La centralità dell’Eucaristia
-L’urgenza della missione
-L’esigenza della Carità.
Buon cammino per tutti e per ognuno di noi.
Vi abbraccio con affetto Don Angelo
