Pubblicato su Un popolo in cammino – febbraio 1993
A usare della sala teatro dell’auditorium dopo il restauro, è opportuno fare alcune riflessioni.
E’ importante per una comunità avere un luogo di raduno in unità, come per una famiglia avere momenti di intimità, di gioia insieme. Già la Sapienza biblica faceva esclamare: “Come è bello e gioioso che i fratelli si trovino insieme.”
Oggi trovarsi insieme è più che mai necessario. L’individualismo, la competizione nella carriera, lo stress del lavoro, alle volte, ci portano a chiuderci, a isolarci. Sembra, alle volte, che oggi ognuno vive come su un’isola, chiuso nella propria auto, aggressivo verso chi è sull’auto vicina. Che fine fanno allora la gioia, l’allegria di una bella risata insieme, la solidarietà, l’attenzione reciproca? Ben vengano, dunque, i momenti di ritrovo e di conoscenza reciproca che servono ad ampliare tutte le difficoltà e a migliorare tanti rapporti fra noi.
Nella sala dell’auditorium ci si troverà, ora che è stata rinnovata, a celebrare insieme eventi e circostanze, momenti di cultura, momenti di espressione popolare di festa.
La Sala vuole essere per tutti un posto in cui ci si trova bene, si sta bene; e se la Chiesa è l’ambito in cui la comunità Cristiana rende evidente il rapporto verticale con Dio, questa sala dovrà rendere evidente a tutti la dimensione orizzontale del volersi bene tra fratelli.
Questa sala poi è stata in passato e lo sarà ancora, luogo per momenti di riflessione e di cultura.
E qui è importante che ciascuno di noi si senta invitato, nella misura che la sua generosità detterà, a collaborare affinché i giovani e gli adolescenti dell’oratorio abbiano a trovarsi per crescere in saggezza e sapienza sia pure, anzi, attraverso le attività culturali creative.
Già i Greci antichi avevano scoperto la capacità educativa del teatro, della rappresentazione scenica e li usavano per produrre un effetto che con parola difficile chiamavano “catarsi chiusa” o purificazione, inducendo lo spettatore ad un cambiamento di vita. Se fate caso ogni programma televisivo anche oggi induce a cambiamenti. Ebbene è proprio per questo, per cambiare in meglio noi stessi che qui si faranno attività diverse: cinema, teatro, concerti, saggi, ecc. Ed è soprattutto per i giovani che sono in via di formazione che verrà prossimamente istituita una scuola teatro. A loro va il più caloroso invito affinché si faccia protagonista di una rinnovata tradizione culturale che ha sempre onorato Jerago dai tempi di don Massimo Cervini, su su fino a diversi circoli culturali, al Baslot d’or, ai vari cineforum, al centro giovanile “ul galett”, al savas, ecc.
A noi tutti viene chiesto di collaborare affinché non accada quanto è descritto in un articolo che troverà pubblicazioni su questo giornalino sotto il titolo “manchi solo tu”. Non accada cioè che la parrocchia abbia ripristinato le strutture e manchino gli utilizzatori.
Diamo tutti il nostro piccolo contributo di presenza nell’ambiente oratorio: i risultati non mancheranno; la prossima generazione sarà migliore.
Referente per un buon funzionamento della sala è una commissione che già da tempo lavora per avviare un ottimale utilizzo e che si riunisce presso la Casa Parrocchiale. Alla suddetta commissione per il teatro posson far capo quanti intendono operare in questo settore.
Prima di chiudere è d’obbligo una piccola raccomandazione: “siate educati, non sporcate gettando per terra rifiuti, non lasciate anche voi i brutti segni di inciviltà che hanno lasciato alcuni ragazzi durante lo spettacolo musicale delle scuole medie, non attaccate la cicca sotto le sedie. Si è spesso tentato per rendere accogliente l’ambiente, cercate di vigilare tutti affinché si conservi bene e, prima di uscire, date un’occhiata per lasciare il posto come l’avete trovato. Grazie!
Don Angelo
