Canti 2 Dicembre 2007

POVERA VOCE

Povera voce di un uomo che non c’è

La nostra voce, se non ha più un perché:

deve gridare, deve implorare

che il respiro della vita non abbia fine.

Poi deve cantare perché la vita c’è,

tutta la vita chiede l’eternità;

non può morire, non può finire

la nostra voce che la vita chiede all’AMOR.

Non è povera voce di un uomo che non c’è:

la nostra voce canta con un perché.

AVE MARIA SPLENDORE DEL MATTINO

Ave Maria, splendore del mattino

puro il tuo sguardo ed umile il tuo cuore,

protegga il nostro popolo in cammino

la tenerezza del tuo vero amore.

Madre non sono degno di guardarti,

però fammi sentire la tua voce,

fa che io porti a tutti la tua pace

e possano conoscerti ed amarti.

Madre, tu che soccorri i figli tuoi,

fai in modo che nessuno se ne vada,

sostieni la sua croce e la sua strada,

fa’ che cammini sempre in mezzo a noi.

Ave Maria, splendore del mattino

puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore,

protegga il nostro popolo in cammino

la tenerezza del tuo vero amore.

Protegga il nostro popolo in cammino

la tenerezza del tuo vero amore.

TU SEI UN DIO FEDELE

Signore, a te cantiamo un cantico di lode,

o Dio, noi ringraziamo l’immensa tua bontà.

Tu sei un Dio fedele, per l’eternità!

Signore la tua luce diriga i nostri passi;

risplenda al nostro volto l’eterna verità.

Il dono del tuo amore rinnovi, o Dio, la vita;

rinfranchi il nostro cuore la vera libertà.

Che sia la nostra vita un segno del tuo amore;

fiorisca in tutto il mondo l’eterna carità.

“Carissimi…

Tutto è vostro,

ma voi siete di Cristo

e Cristo è di Dio”.

(Don Angelo)

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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