Lettera da bloc notes

Eminenza e Padre Reverendissimo mi trovo presso il monastero Trappiste di Vitorchiano circondato da premure e cure anche mediche per riprendere.

Il primo desiderio è quello di ringraziare il Signore di avermi fatto toccare con mano la Sua Paternità e la sua guida attraverso chi ha posto al mio fianco come padre e pastore nella sua persona.

Ciò che chiedo al Signore è di continuare ad essere segno della Sua presenza nei luoghi in cui mi ha voluto: la parrocchia, la scuola e il mondo del lavoro fino a quando vorrà usarmi come strumento. E’ stato fedele e ha permesso che molti seguissero il Signore nel mistero della Sua morte e resurrezione nella certezza che il dono della loro vita, nella obbedienza alla Chiesa è il solo bisogno del mondo.

Per questo sento che la mia vita è trasformata in una festa continua, il Dies Domini, pur nell’accettazione del dolore, della Croce, che ogni giorno mi chiede nella Sua sequela. Ma altro motivo di ringraziamento è l’esperienza che il Signore mi ha donata di scoprire che proprio nel momento della mia inutilità apparente Lui ha risvegliato nel cuore di molti fratelli nella fede e nei lontani la speranza che è possibile un cammino di fedeltà alla Chiesa. Questo perché fa apparire più chiaramente la potenza rinnovatrice di Gesù e del Suo Spirito che ha donato alla Sua Chiesa.

Rinnovo al Signore e alla Chiesa attraverso lei la mia obbedienza e chiedo la sua preghiera perché mi mantenga nella fedeltà e nella umiltà della sequela. In ginocchio, bacio dell’anello chiedo la sua paterna Benedizione.

Don Angelo

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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