Lettera ai genitori

Pubblicato su Un popolo in cammino – novembre 2001


Ottobre 2001

Carissimi genitori, voi ci siete veramente cari. Siete infatti i genitori dei ragazzi che il Signore ci ha affidato. Noi sentiamo i vostri figli come nostri figli spirituali, perché siamo chiamati, come diceva S. Paolo scrivendo ai Corinzi, « a generarli in Cristo Gesù mediante l’annuncio del Vangelo » (cf 1 Cor 4,15). Per questo ogni giorno vi ricordiamo e li ricordiamo nella nostra povera, ma sincera preghiera.

Dignità e responsabilità di essere padre e madre

In questa nostra lettera, genitori carissimi, vogliamo richiamare la vostra attenzione sulla grande dignità di cui siete stati rivestiti e sulla conseguente responsabilità che avete nell’educazione religiosa dei figli.

In genere, il rapporto dei genitori dei nostri ragazzi con la fede cristiana e la Chiesa è variegato. Sicuramente nessuno di voi è contrario. Lo testimonia il fatto che mandate i figli a catechismo. Alcuni si dicono credenti, ma non praticanti. Altri credono e partecipano alla Messa e alla vita della comunità cristiana. Infine non mancano quelli che hanno dubbi e difficoltà a credere in Dio, in Gesù Cristo, nella vita eterna.

Dio crede in voi

In questa lettera ci permettiamo di annunciare e ricordare a tutti una verità semplice e fondamentale. Dio non è lontano da voi, anche se avete difficoltà a credere in lui. Un giorno un illustre personaggio incontrando Padre Pio gli disse: « Guardi, Padre, io non credo in Dio ». « Ma Dio crede in te », fu la risposta serena e consolante di Padre Pio.

Carissimi, Dio non è lontano da voi, perché lo portate impresso a voi. Voi siete per i vostri figli l’immagine vivente di Dio e della sua paternità e maternità. Voi siete chiamati ad amare i figli con il cuore di Dio! Questa è la vostra dignità e responsabilità. Dio ama i vostri figli di un amore infinito ed eterno. Egli, l’Invisibile, vuole comunicare loro il suo amore attraverso il vostro amore.

Vi lasciamo un testo da meditare. E’ di un autore cristiano dei primi secoli. Lo abbiamo rielaborato per voi.

«Dio non ha occhi, ha solo i vostri occhi per contemplare

il vostro bambino e farsi riconoscere da lui.

Dio non ha mani ha solo le vostre mani per accarezzarlo

e fargli sentire il calore della sua tenerezza.

Dio non ha braccia, ha solo le vostre braccia per stringerlo al petto

e fargli sentire il suo cuore che batte per lui.

Dio non ha labbra, ha solo le vostre labbra per baciarlo teneramente

e fargli sentire l’infinita dolcezza del suo amore.

Dio non ha bocca, ha solo la vostra bocca per sorridergli

e comunicargli la sua gioia infinita.

Dio non ha voce, ha solo la vostra voce per parlare con lui

e ripetergli infinite volte quanto lo ama».

Don Angelo e le catechiste

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