ECCO L’UOMO

Pubblicato su Un popolo in cammino – marzo 1988

Diogene girando per le strade della sua città in Grecia, portava una lampada accesa e la poneva davanti al volto di ogni persona che incontrava. Tutti si stupivano e nello stesso tempo lo giudicavano pazzo. Alla domanda: “ ma cosa stai facendo?” rispondeva: “ sto cercando l’uomo, ma non lo trovo”. 

Inconsapevolmente ha avuto ragione Pilato quando, mostrando Gesù al popolo che aspettava la sua condanna davanti al pretorio, disse: “Ecco l’uomo”.

Colui che né il tradimento, né l’odio, né il dolore, né l’emarginazione hanno saputo piegare a non essere più il riflesso dell’amore del Padre .

Questa testimonianza è rimasta agli angoli delle vie di Gerusalemme, alle svolte della Via Crucis, là dove camminava, dove è caduto tre volte, dove ha accettato l’aiuto di Simone di Cirene e il velo della Veronica, là dove ha parlato ad alcune donne che piangevano su di lui.

Ancora oggi siamo bramosi di questa testimonianza, la cerchiamo sul volto di ogni persona che incontriamo …. Per riprendere forza, vigore, anche di fronte alle nostre difficoltà.

Percorrendo la “Via Crucis” siamo ancora sulle orme di Cristo la cui Croce si è impressa nei cuori dei suoi Martiri e Confessori. Essi hanno annunciato Cristo Crocifisso come “potenza e sapienza di Dio” ( I Cor, 1, 24 ). Prendevano insieme Cristo e la Croce,  ogni giorno, e quando è stato loro chiesto sono morti come Lui sulla Croce, come Pietro e Andrea, o nelle arene dilaniati dalle belve, bruciati vivi, torturati.

La Potenza  e la Sapienza di Dio rivelatore nella Croce si sono manifestate, così, più potentemente nelle debolezze umane, al punto che i Martiri non si sono limitati ad accettare le sofferenze e la morte per Cristo, ma come Lui, hanno pregato per i loro persecutori e carnefici: “ Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno “.

Guardando la Croce vediamola nel cuore di molti nostri fratelli che anche oggi sono oggetto di persecuzioni, di discriminazione, condannati, in un certo senso, alla “ morte civile” con il rifiuto del diritto di vivere secondo la propria fede, il proprio rito, secondo le proprie convinzioni religiose.

Guardando la Croce vediamola nel cuore dei nostri malati, nel cuore dei nostri anziani che spesso vivono nel silenzio e nell’offerta il proprio dolore, la propria solitudine. Guardando la Croce chiediamo che non manchi loro la potenza dello Spirito Santo, di cui hanno bisogno i confessori, i martiri, i malati e coloro che vivono nella solitudine.

 Guardando la Croce sentiamo un unione ancora più profonda con loro, una solidarietà ancora più forte. 

Don Angelo



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