
Pubblicato su Un popolo in cammino – giugno 1999
Carissimi, so che molti vorrebbero che la Santa Messa durasse poco tempo.
Quanto siamo disposti a perdere molte energie e tempo spesso in chiacchiere inutili e critiche, altrettanto siamo restii nella assumerci comunitariamente le nostre responsabilità. Gesù non ha avuto timore, non ha misurato e non misura il tempo con noi: ha assunto la nostra condizione umana, ha pagato anche personalmente i nostri errori.
Ma per fare questo pregava il Padre:
“Padre se è possibile passi da me questo calice , ma non la mia ma la tua volontà sia fatta “.
Quando amministriamo il Santo Battesimo nella celebrazione Eucaristica principale della domenica Gesù, attraverso la sua sposa la Chiesa, ti domanda:
“sei disponibile ad accogliere questo bambino, questa bambina nel tuo grembo, o Chiesa di Dio?
Sei disponibile a convertire la tua vita nella carità di Cristo?”
Questo perché i bambini e le bambine trovino un grembo materno che li porti alla piena maturità umana che è capacità di mettere se stessi a disposizione degli altri come Cristo Gesù.
Per questo preferiamo amministrare il battesimo durante l’assemblea Eucaristica!
Dovrebbe essere un momento di gioia e non di lamento, un momento in cui ricordiamo la nostra responsabilità educativa. Un momento in cui ringraziamo il Signore che pone fiducia in noi. Dio si fida di noi!
Ti ringrazio di avermi letto e di pensarci
Con affetto Don Angelo
