A don Harry

Pubblicato su Un popolo in cammino – luglio 1987

23-5-87 Consacrato Sacerdote a Vallo della Lucania

31-5-87 Prima S. Messa solenne in S. Giorgio di Jerago

Caro don Harry la Chiesa ti ha portato in grembo con trepidazione. Come una mamma porta in grembo il frutto del concepimento, così Cristo ti ha portato nel grembo della Sua Sposa. Una Mamma piena di attenzione, di delicatezza, di trepidazione, di speranze. Quando una mamma attende, prevede il figlio stupendo e spera che la sua vita dimostri tutta la grandezza. Proprio come Maria, attendeva e sognava la grandezza per Suo Figlio. Ora la Madre Chiesa ti offre al mondo certa che mostrerai all’attesa del mondo, dell’uomo, la Sua grandezza d’Amore, di perdono che riflette la forza instancabile di amore di Cristo.

Così intuisci che nell’offerta che hai fatto di te a Dio, alla Chiesa, il Signore non ti ha tolto nulla.

Il Signore ti ha ridonato tutto reso più grande: la tua affettività, il tuo amore, ora potrà svolgere tutta la sua potenza di abbracciare ogni uomo, di portarlo nella tua vita, di gioire e di soffrire con lui. Il tuo desiderio di paternità è realizzato con maggiore profondità: ridonare agli uomini il perché della vita che hanno ricevuta, il loro destino buono che è quello di essere amati e di amare donando sé stessi con gratuità.

Gli uomini che oggi hanno smarrito il senso della vita e sono caduti nel torpore, anche se inconsapevoli, aspettano te, hanno bisogno di te. E’ come se fossero in ginocchio in preghiera e implorassero incontrarti per incontrare Dio.

Da qui nasce e cresce la nostra responsabile Paterna maternità: una vita che accoglie, che cura, che è piena di attenzioni, che spende le proprie energie, che dona il suo sangue, che offre la sua carne, che rinuncia alla propria bellezza per dare volto, sorriso, cuore di carne ad altri, gioia di vivere a coloro che portiamo.

Allora scopri che l’atteggiamento vero della vita è la Gratitudine nei confronti di tutti: chi ti chiede la vita ti chiama a realizzare pienamente la tua vita come Dono, ti rende grande nell’Amore. E’ il Signore che ti chiama a sé attraverso la richiesta degli altri da cui sei circondato! “ Avevo fame e mi hai dato da mangiare.

Bisogna portare tutti gli uomini in Cristo nella celebrazione della Santa Messa.

“ Davanti a te io porto, Signore, perché ti degni di guardarle con benevolenza, le tribolazioni della povera gente, i pericoli che minacciano i popoli, il gemito dei prigionieri, la miseria degli orfani, le strettezze dei pellegrini, la povertà dei deboli, lo sconforto degli ammalati e il declino degli anziani, i sospiri dei giovani, le promesse delle vergini, il pianto delle vedove. Tu infatti hai compassione di tutti, Signore, e nulla odi di ciò che hai fatto. Ricordati di che cosa siamo plasmati, poiché tu sei il nostro Padre, perché tu sei il nostro Dio. Non accenderti d’ira, non trattenere la tua immensa misericordia verso di noi: noi non presentiamo le nostre suppliche davanti a Te fiduciosi nella nostra giustizia, ma confidando nella Tua grande misericordia. Togli via da noi, Signore, i nostri peccati ed accendi in noi, per la tua clemenza, il fuoco dello Spirito Santo. Togli dal nostro petto il cuore di pietra e dacci un cuore di carne che Ti tema e che Ti ami, che in Tè si rallegri, Ti segua e totalmente Ti possieda.” ( Pregare nel medio evo)

Stupisce quando vedi nell’atteggiamento, nel modo di agire degli altri la capacità di Dio di valorizzare la vita. Mi ha stupito vedere i nostri giovani, nello spettacolo pomeridiano, valorizzare la presenza dei giovani di Pozzo D’Adda e di S. Lorenzo in Milano rinunciando loro ad esprimersi in canti e scenette. La grandezza di una vita non sta nel “ fare “ , ma nella capacità di valorizzare ciò che altri sanno fare. A loro la mia gratitudine con la gioia di Dio.

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