Lettera n. 6

Noto  ( Siracusa) – 12-8-77 

Caro Don Angelo,

innanzi tutto le auguro che dopo l’incidente subito a causa di quei giovani agnelli sbandati si sia un po’ ripreso. La sua fede in dio le darà abbastanza coraggio di continuare per quella strada già intrapresa, altre parole di incoraggiamento che lei già non sappia non ne so, per cui tralascio per parlare un po’ di me.

Sono un giovane catanese ristretto presso la casa penale di Noto per scontare non pochi anni di pena, ma non è di questo che voglio parlare, bensì farle sapere che per la prima volta da quando sono venuto a conoscenza della “ Comunione e Liberazione “ da lei creata, una luce di speranza si è accesa nel mio cuore. Ho la consapevolezza di aver perduto tutti quei doni celesti che Gesù ci ha lasciato. La mia anima non è più pura, la mia fede nel Padre nostro è ormai invisibile, l’amore verso il prossimo non esiste più. Quindi con queste brevi parole avrà capito quale pena ho nel cuore e con quanta fiducia mi affido alla sua bontà per poter percorrere con umiltà la sua stessa via e per poter meritarmi ciò.

Adesso mi interrompo vorrà scusarmi per la poca chiarezza e per gli errori grammaticali.

Spero tanto di ricevere una sua lettera al più presto perché al più presto voglio riavvicinarmi a Dio e ai miei simili.

Rinnovo i miei auguri per una sua breve guarigione e così termino mandandole i miei saluti con ossequi.

Lettera firmata

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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