Testimonianza Maria Rosa

Jerago 30 novembre 2008

Carissimo don Angelo, per quasi vent’anni hai accompagnato ognuno di noi in un cammino che era una continua catechesi. Chi ti ha conosciuto negli ultimi anni non pensa certo che tu eri un vulcano di idee quando sei arrivato tra noi un primo venerdì di quaresima. 

Le tue omelie sono iniziate così,…. In un periodo liturgicamente così importante. Le prime volte che ti ho ascoltato, non riuscivo a capire il senso dei tuoi discorsi, ci sono voluti anni a capire quello che tu volevi fare arrivare ad ognuno di noi.

Il tuo San Paolo era sempre presente nei tuoi discorsi e di conseguenza la carità era ciò a cui tu volevi arrivare e penso che per molti di noi al principio è stato difficile seguirti, ma poi ce l’abbiamo fatta. Ora che manchi, le tue parole tornano alla mente e se ci troviamo in difficoltà pensiamo ai tuoi insegnamenti e proseguiamo sicuri del tuo appoggio. Una cosa io ricordo di te, il tuo sorriso che accompagnava sempre il tuo saluto: “ciao, come stai? “. Ora ripensando ai tuoi ultimi mesi capisco che dentro la tua sofferenza portavi tutte le preoccupazioni, i dolori e le gioie di tutti coloro che ti volevano bene e certamente in modo più speciale quelle di che ti voleva meno bene.

I nostri rapporti sono stati sempre buoni e sinceri, anche quando qualche piccolo screzio ci faceva discutere, ma quello che mi hai detto in questi anni, nei vari momenti del mio cammino, ancora sono nella mia mente e nel mio cuore e credo di metterli ancora in pratica perché so che se non lo facessi sentirei ancora la tua voce che mi incita ad andare sempre avanti.

Ora sono io che ti saluto come facevi tu: “ ciao, come stai? “ E per tutte le volte che mi hai detto grazie, cento volte di più io ti dico ancora grazie.

Maria Rosa

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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