Inaugurazione Cristo Risorto nel battistero La memoria della pienezza per cui siamo stati fatti

Il bassorilievo con l’immagine di Cristo Risorto inserito nel Battistero della chiesa parrocchiale di Jerago e inaugurato lo scorso ottobre è molto di più di un ornamento artistico. Viene da una storia e indica una rotta.

FotoInaugurazioneBattistero5

Nasce anzitutto dalla storia dei 50 anni di sacerdozio di Don Remo e del suo desiderio di poter aggiungere quest’opera alla bellezza della nostra chiesa per dare ancora più valore al Battistero. Si tratta di un regalo desiderato per questo suo anniversario che diventa un bene per tutta la comunità destinato a durare nel tempo, segno di quel bene che è la presenza attiva e operosa del nostro parroco.

In secondo luogo, c’è la storia di una paternità che prosegue. La Fondazione Don Angelo Cassani ha raccolto la proposta di Don Remo e si è attivata attraverso il contributo di diverse persone per offrire questo regalo. Questo dono, infatti, intende essere un segno di gratitudine per l’esperienza di paternità nella fede vissuta con Don Angelo e proseguita con Don Remo.

FotoInaugurazioneBattistero2

Ma questa storia ha un prosieguo: diventa una possibilità per ogni persona che verrà battezzata nella nostra chiesa parrocchiale. 

Si tratta della possibilità offerta ai battezzati e alla loro famiglia di fare memoria che quella morte al peccato e quell’inizio della nuova vita dentro l’appartenenza alla compagnia di Cristo (la Sua Chiesa) ha un orizzonte grande che è possibile raggiungere già oggi: la possibilità di vivere da risorti nel tempo presente.

Cristo Risorto fa da sfondo al battistero e ci ricorda che la morte è già vinta. La morte è già vinta perché ognuno di noi, oggi, dentro il rapporto con Cristo che passa dalla carnalità del rapporto con la sua compagnia presente, può fare esperienza di una vita Risorta. Vale a dire che può sperimentare una una vita piena di senso, in cui sia le gioie che le cadute possono sempre essere offerte. Basta riconoscere il fatto che fanno parte della grande opera di Dio dentro la nostra vita. 

FotoInaugurazioneBattistero1

A quest’opera collaboriamo con le nostre mani, con la nostra intelligenza, con la nostra volontà, con la nostra libertà e con la nostra affezione. Tutte queste caratteristiche della nostra vita esplodono dentro il rapporto con Cristo: diventano più vere perché trovano gli argini grazie ai quali portare linfa e irrigazione in ogni campo in cui operiamo. E tutto questo può essere possibile vivendo come ha vissuto Gesù, ovvero nel riconoscimento che ogni cosa è donata dal Padre e a lui può essere offerta.

Insomma, veniamo al mondo per una Bellezza da vivere già nella nostra vita e per vivere l’originalità che siamo per sempre dentro la comunione dei Santi.

Cosa possiamo desiderare di più?

FotoInaugurazioneBattistero4

Al termine dell’inaugurazione e della messa con monsignor Stucchi, che ci ha donato la preziosa compagnia di tutta la Chiesa in un momento così importante per la nostra comunità, abbiamo vissuto proprio un anticipo di questa pienezza. Sul sagrato della chiesa parrocchiale, infatti, i bambini di Spazio Compiti hanno festeggiato Don Remo con un lancio di palloncini. È tanta la gratitudine per avere dei bambini e delle famiglie che desiderano vivere un’esperienza educativa che nasce dallo sguardo di Cristo sulla persona e che prosegue dentro l’appartenenza a una grande comunità. È il segno che il buon Gesù continua a operare dentro la nostra realtà ed è il fondamento della speranza con cui affrontare ogni giorno.

FotoInaugurazioneBattistero3

Marco Ferrario, Fondazione Don Angelo Cassani – Spazio Compiti

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: