MADONNA DI FATIMA

dipinto di Gianfranco Battistella per abitazione privata – Jerago

I tre pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia, che il 13 Maggio 1917 alla Cova di Iria presso Fatima incontrarono la “Bella Signora”, rappresentano tutti i puri di cuore del “vedono Dio”. La Madre del Signore appare ad essi ripetutamente affidando loro un messaggio che li supera, anzi, che coinvolge tutta la storia del mondo e la storia di tutta l’umanità.

Come a Lourdes, richiama il mondo alla necessità della conversione, della penitenza e della Preghiera.

Un appello che risuona ancora oggi in mezzo a uomini e donne distratte, desiderosi solo di possedere, di piacere, di banalità.

A Fatima, Maria fa balneare anche la liberazione dall’incubo dalla guerra:

“Pregato molto! Fate i sacrifici per i peccatori! Molte anime si perdono

Perché nessuno si sacrifica e nessuno prega per esse. Continuate a

Recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra!”.

La Vergine mostra il pericolo dell’ateismo che trascina con se il crollo dei valori morali, permane ancora vivo e seducente nel materialismo delle nostre società occidentali alle quali Maria rivolge ancora il suo monito di conversione.

E se Lucia si affiderà al silenzio del Carmelo, i due fratelli

“hanno preso totalmente alla lettera il messaggio della Bella Signora”,

scrive Maria Winowska,

“che ben presto l’amore li consumi come piccole torce investite della fiamma”.

 

Don Angelo

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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