La croce attrae a sè

fonte immagine: vaticannews.va

Il cammino con la croce e verso la croce potrebbe non finire più, se noi volessimo seguire il filo dei grandi pensieri ai quali esso ci porta. Dovremmo rimanere assorti, a capo chino, a meditare che cosa è tragedia, che cosa è eroismo, che cosa è peccato, che cosa è sacrificio, che cosa è dolore, che cosa è morte, che cosa è lotta tra male e bene, che cosa è redenzione, che cosa è morire per vivere…che cosa è la croce di Cristo.

Scegliamo il pensiero più semplice, più che un pensiero è un sentimento: la compassione che si canta nell’inno “Stabat Mater”, questo canto doloroso!

Si direbbe che la croce, la sua scena crudele, la sua storia disonorante, potesse fare il vuoto attorno a sé, respingere gli uomini dal contemplarla, dal meditarla.

Invece la croce ci attrae. Lo aveva detto Gesù stesso: “Quando io sarò innalzato da terra, io attirerò tutti a me” (Gv. 12,32).

Gesù crocifisso, per chi non disdegna di rivolgergli lo sguardo, esercita un fascino misterioso. Noi dobbiamo conservare il ricordo di questo fascino, la sua segreta attrattiva.

Perché ci attira Gesù crocifisso?

Questa domanda arriva fino al più profondo del nostro cuore.

Ci sembra che il primo motivo sia la solidarietà, la parentela, la simpatia che Egli, soffrendo e morendo in croce, ha stabilito con ogni uomo che soffre. Guardando a Lui ci pare di ascoltare il Suo umanissimo invito: “Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi consolerò” (Mt. 11,28).

La sentiamo noi questa voce, che esce dalle labbra morenti di Cristo? Siamo tutti, in modo diverso e con diversa intensità, sofferenti. Sentiamo, allora, l’invito “dell’Uomo che conosce il soffrire” (Is. 53,3) che ci chiama ad avvicinarci a Lui per essere consolati?

Il dolore che nel mondo, per la mentalità del mondo che ricerca solo il piacere, ci rende soli, per Gesù è un punto di incontro, è una comunione.

Ci pensate, fratelli e sorelle? Voi ammalati, voi che portate nel cuore la sofferenza morale e fisica? Ci pensate voi, aggravati dalla fatica del lavoro? Ci pensate voi resi oppressi e solidali dalle prove e dalle responsabilità della vita? Tutti vi possono mancare, tutti vi possono lasciare soli! Gesù in croce no. Egli è con voi. Egli è con noi. Ancora di più: Egli è per noi.

Perché Gesù agonizza e muore? E’ il grande Mistero della Croce: Gesù soffre per noi! Egli espia per noi. Egli è vittima. Egli condivide il male fisico dell’uomo per guarirlo dal male morale, per annullare in sé i nostri peccati.

Uomini senza speranza! Uomini che vi illudete di riacquistare la pace della coscienza soffocando in fondo ad essa i vostri rimorsi, e tutti noi ne abbiamo o ne dovremmo avere: se siamo uomini veri perché voltare le spalle alla Croce?

Abbiamo tutti il coraggio di rivolgerci verso di essa e di riconoscersi in essa colpevoli: abbiamo la fiducia di sostenere la visione della sua figura misteriosa: essa ci parla di misericordia, ci parla di amore, ci parla di risurrezione.

Essa irradia per noi la salvezza!

E’ una presenza umile, discreta, attenta. Noi, ciascuno di noi dovrebbe imparare ad essere così accanto ai figli, accanto ai fratelli.

La tua e la mia dignità non dipendono da ciò che fai, ma dal compito che ti è affidato nella vita e dall’unità, dall’attenzione, dall’amorevolezza, dalla carità con le quali impegni tutto te stesso per svolgere, nella semplicità, questo compito a te e a me affidato.

 

Don Angelo



Lascia un commento