Ai giovani

Ai giovani di Orago, Jerago e Besnate radunati alle ore 21.00 nell’Auditorium, dopo la relazione da loro fatta sul Cammino di fede e sulla problematica che nasce in loro luogo, questo percorso si è così rivolto: -“ Sono rimasto ammirato per le Vostre relazioni così dense e compatte. Sento che c’è tra Voi una complementarietà e colgo che la forza che Vi ha mosso è quella dell’unico Spirito Santo che suscita in Voi questo senso di più grande comunità a partire dalla Comunità Parrocchiale.” È chiaro l’invito: se è vera la vostra fede, la vostra appartenenza al mistero di Cristo attraverso l’appartenenza alla Comunità Parrocchiale, deve aiutare ad abbracciare tutta l’unica Chiesa di Cristo, deve aiutare a sentire la presenza delle altre Comunità Parrocchiali come complementarie non come “Altro a contrapporre alla nostra”. È l’invito ad operare in questa direzione. Così continua: -“Decorre verificare il nostro modo di essere nella Comunità. Quando diciamo “noi siamo la Chiesa, il nostro gruppo, il nostro modo di pensare e di vivere” troppo spesso restringiamo il soggetto di questo “noi”, occorre risvegliare in noi il senso di appartenenza alla Chiesa, all’unica Chiesa: ravviva il Dono di Dio che è in Te”. Vedo in voi genitori, uno Spirito di fortezza, uno Spirito di Amore e di saggezza. Vi ammiro e lodo Dio che ciò che siete, perché avete anche voi molta fiducia nel dono di Dio che c’è in Voi.” Sento che è necessario sottolineare la risposta che il Cardinale ha dato ad una domanda posta dai giovani sul pluralismo inteso come diritto a prendere decisioni operative sradicate dal nostro appartenere a Cristo, alla Chiesa, al Suo modo di vivere: “ci sono molte scelte importanti della vita alle quali il Vangelo non ci porta direttamente… è permesso, allora, qualunque pluralismo? Nient’affatto. Senza Vangelo queste scelte sono irresponsabili, disastrose, come mostra tanta gente e che fa scelte disastrose. Devo partire, nelle mie scelte, da principi evangelici: amore, carità, dedizione, servizio, spirito di sacrificio, amore alla croce, amore ai poveri, onestà, verità, coerenza. Questo non senza una preparazione culturale seria e l’approfondimento oggettivo dei fatti, degli avvenimenti, di tutto ciò che accade attorno a me e in me”. Questa risposta di Sua Eminenza, è un chiaro invito a meditare le nostre scelte operative scaturiscano da un profondo amore a Cristo e alla Sua Chiesa, oppure partano dalla preoccupazione di affermare sé stessi ed i propri interessi. Sono certo della serietà dei giovani e perciò sono certo che queste parole non le lasceranno cadere nella dimenticanza. Occorre trovarci per confrontarci e per correggere, eventualmente, le nostre scelte, il nostro agire.

Vostro Don Angelo

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