Pubblicato su Un popolo in cammino – settembre 1998
Carissimi, spesso viviamo nella presunzione di essere noi gli educatori, gli unici che possono portare a maturità la vita dei nostri figli e la nostra stessa vita.
La Chiesa, mamma fedele e attenta alla nostra natura umana sa per esperienza che ha maturato nei secoli che la vita nasce e cresce dentro ad un rapporto di amore, di accoglienza, di tenerezza, ed anche di fortezza.
Anche la nostra personalità, se non vuole essere egoista, individualista è chiamata ad affinarsi, a crescere dentro ad un rapporto carico di comprensione, di attenzione e di continuo per-dono, cioè di continua consapevolezza di ricevere in dono la vita di Dio in Cristo attraverso la Chiesa.
E’ dunque, come la vita fisica che cresce, in un rapporto di amore dei genitori, la chiesa, la liturgia (raduno di popolo che vive in Cristo e di Cristo) che educa la nostra vita ad essere finalmente umana- finalmente cristiana- finalmente capace di donare se stessi per il bene dei propri fratelli.
L’abbandono della liturgia, cioè il raduno del popolo di Dio è il motivo per cui ci ritroviamo disumani, cioè incapaci di vivere donando la propria vita. Calcolatori: dò qualcosa se ne ho un tornaconto.
E’ perciò importante la cura attenta dei momenti liturgici perché ognuno possa incontrare un popolo che canta la gioia di amare perché è amato.
è una questione non di forma, ma di possibilità di vita perché c’è un corpo, incontrabile che vive.
Con affetto Don Angelo
