PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo

Vada in pace secondo la tua parola.

Perché i miei occhi

Hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti ai tuoi popoli.

Risuonano nel nostro spirito le parole del Vangelo della festa della Presentazione del fanciullo Gesù e della purificazione di Maria Santissima che proclamano Gesù “il Cristo del Signore”.

“La salvezza …. Preparata per tutti i popoli”. “Luce che rischiara le genti” (Lc. 2,26-32)

Parole che la consueta ripetizione spoglia della straordinaria efficacia che esse dovrebbero avere per i nostri cuori, per ricordarci cose di cui non dovremmo mai dimenticare; e cioè che Gesù è al vertice delle aspirazioni umane. E’ al termine delle nostre speranze e della nostra preghiera, è il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, e cioè il Messia, il centro dell’umanità, colui che dà senso agli avvenimenti umani, che dà un valore alle azioni umane, colui che forma la gioia e la pienezza dei desideri di tutti i cuori. Il vero uomo, il tipo di perfezione, di bellezza, di santità posto da Dio per metterci davanti agli occhi il vero modello. Il concetto di uomo, il fratello di tutti, l’amico insostituibile, l’unico degno di ogni fiducia e di ogni amore: è il Cristo-Uomo.

Nello stesso tempo Gesù è alla sorgente di ogni nostra vera fortuna, è la luce per cui la stanza del mondo prende proporzioni, forma, bellezza e ombra; è la parola che tutto definisce, tutto spiega, tutto classifica, tutto redime.

E’ il principio della nostra vita spirituale e mortale; dice che cosa si deve fare e dà la grazia per fare ciò che dobbiamo compiere; riverbera la sua immagine, anzi, la sua presenza in ogni anima che si fa specchio per accogliere il suo raggio di verità e di vita che, cioè, crede in lui e accoglie il suo contatto sacramentale. E’ il Cristo-Dio, il Maestro, il Salvatore, la Vita.

A meditare ancora un po’ possiamo scorgere l’universalità di Cristo nelle parole citate nel Vangelo, cioè, Gesù è per tutti, per ogni singola persona, per ciascuno di noi e per ogni singolo popolo: ogni stirpe, ogni nazione, ogni civiltà lo può raggiungere, lo può avere, anzi, lo deve raggiungere, lo deve avere.

Gesù è perfetto.

Ed a spingere in questa visione l’occhio più a fondo arriviamo alla dottrina di S. Paolo che è poi la teologia della Chiesa: Cristo è necessario, senza di lui non si può fare, senza di lui non si può vivere.

Ed inoltre: Cristo è sufficiente, basta Lui alla nostra guida suprema, alla nostra speranza ultima, alla nostra salvezza eterna.

Cristo è la sola vera ragione, Cristo è la sicura rivelazione di Dio, Cristo è il solo ponte tra noi,   l’oceano di vita che è la Divinità, la Trinità Santissima per cui, volere o no siamo stati creati ed a cui siamo destinati.

La meditazione di Gesù, il bambino di Betlemme, l’operaio di Nazaret, il maestro di Palestina, il Crocefisso del Calvario, il Risorto di Pasqua si apre davanti come uno sconfinato panorama di verità vitali e stupende.

Si apre: come si apre? Da sé? Il racconto evangelico a cui ci riferiamo non ce lo dice. Anzi, ci lascia capire che nessuno, salvo il vecchio ed umile profeta che dà l’annuncio della apparizione di Cristo nel Tempio di Dio, si era accorto di Lui. E’ questo un aspetto del Vangelo estremamente importante e misterioso: Gesù si rivela e si nasconde allo stesso tempo; coloro che lo vedono non vedono che è Lui. Ricordate? “Pur guardando non vedono! (Mt.13,13). Ci si dovrà pensare tremando e pregando. Ma ciò che a noi preme osservare in questo momento è il fatto che due elementi, secondo il Vangelo, entrano in gioco per fare dell’apparizione fisica di Gesù una rivelazione del suo carattere messianico e divino; uno, lo Spirito Santo, fattore invisibile ma primo e superiore agente il quale ispira il buon Simeone alla scoperta del Salvatore presente; e l’altro, Simeone stesso che si fa profeta, si fa voce, si fa maestro che parla per annunciare  la realtà della rivelazione presente e nascosta.

L’apertura della verità religiosa alle nostre anime esige queste due cose: lo Spirito Santo, cioè la grazia di Dio senza la quale non possiamo giungere alla Fede e alla salvezza; ed il Magistero, la voce esterna di chi è incaricato di parlare in nome di Dio, la voce dell’Apostolo,  la voce della Chiesa maestra, noi diciamo sicuri di continuare e di realizzare il disegno evangelico, l’economia della rivelazione. “La Fede … viene dalla predicazione e la predicazione si fa per mandato di Cristo” (Rom. 10.17).

Ebbene: chi ascolta il Papa, il Vescovo, il Parroco, abbiano una volta in più questa letizia e questa certezza che dalle labbra, povere labbra di uomini mortali, si ripete la grande profezia di Simeone e di Pietro: Gesù è il Cristo, è il Salvatore atteso e venuto, il figlio del Dio vivente.

Come Maria e Giuseppe che presentano al

Tempio il Figlio Gesù, riconosciamo anche noi

che i figli, i nostri fratelli, non ci appartengono.

Appartengono a Dio Padre per un misterioso

e grandissimo piano di salvezza di tutta

l’umanità.

Saremo, così, nella gioia e nella pace.

Don Angelo

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