Caro don Angelo

Caro Don Angelo,

una sottile forma di pudore mi impedisce spesso di esternare i miei sentimenti e quando lo devo fare preferisco il rapporto personale piuttosto che l’uso di altri mezzi (telefono o lettere). Questa volta però sento la necessità di scriverle per dirle che ieri mattina, quando ho visto che la S. Messa delle ( ) era celebrata da lei, ho sentito una grande gioia, mi sembrava che fosse tornato un padre di cui si sentiva la mancanza.

Sul suo viso e nei suoi movimenti si leggeva chiaramente la sofferenza, ma ho capito che sulla strada che conduce a Dio abbiamo bisogno della mano amorevole di un ministro che dimentica se stesso per assolvere al compito più difficile e contestato del mondo: quello di salvare l’anima, l’unica fonte eterna che abbiamo. E.

Lascia un commento