L’Oratorio feriale

Pubblicato su Un popolo in cammino – agosto 1988

L’Oratorio feriale è stato anche quest’anno un nuovo passo avanti nella esperienza di convivenza dei ragazzi.

Guidati dall’entusiasmo giovanile del seminarista Carlo Doneda, i nostri ragazzi hanno provato la gioia di momenti comuni di preghiera, di gioco e di gite. Forse percepiscono ancora poco come la Chiesa, che è la vita dei fedeli vissuta assieme, sia luogo educativo ad una vita di Carità.

I giochi fatti assieme lentamente strappano la nostra vita ad un istintivo individualismo e consentono che anche nel fare i giochi che piacciono, i ragazzi vengono educati al gusto della gioia di condividere la propria vita.

Inoltre i momenti di riflessione sulla vita di don Bosco (n.d.r. nel 1988 ricorrevano 100 anni dalla morte di San Giovanni Bosco e vi furono dei festeggiamenti, soprattutto all’interno della comunità salesiana di cui facevano parte le Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti a Jerago fino ad inizio del XXI° secolo) permettono il confronto con un’altra esperienza a cui poco, ormai, siamo abituati. Che fossero momenti di gioia, pur dentro ad un poco di sacrificio, lo si percepiva dall’entusiasmo che esprimevano i nostri ragazzi.

Quando si vivono i momenti in comune, emergono sempre, oltre alle cose belle che siamo noi, anche i nostri difetti, le nostre reattività, le nostre resistenze. Non è un inciampo od uno scandalo! E’ solo il chiarirsi del nostro impegno educativo che Cristo ci ha affidato. C’è ancora molto da lavorare, occorre spendere ancora molto della nostra vita perchè il cuore dei nostri ragazzi possa, cambiando, diventare sempre più capace di perdono, di compagnia con gli altri, di accoglienza.

I nostri adolescenti con qualche giovane sono stati veramente stupendi: mentre l’anno scorso erano più preoccupati del loro divertimento, quest’anno si è visto maggiormente che impegnavano la loro vita, le loro energie per organizzare e seguire i nostri ragazzi. Questi significa che un grosso cammino l’hanno compiuto e sono fonte di grande esperienza per il formarsi di un Oratorio. Il cammino è ancora arduo, ma questo ci ridona speranza. Certo, si viaggia ancora a corrente alterna, ma il Signore ci darà forza per imparare a donarci con maggiore continuità.

E che dire degli adulti e delle nostre famiglie che si sono messi a disposizione per servirli e per seguirli?

Anche l’esperienza del doposcuola è stata educativa e positiva: seria da parte degli adulti e soprattutto dei bambini delle elementari.

I ragazzi delle medie ne sanno già troppe di cose………sono sazi e non hanno bisogno di imparare. Non si accorgono che questo è il segno più evidente della loro povertà. Più uno è ignorante e più crede di essere sapiente, saggio ed intelligente!

Ora occorre dare continuità a questa esperienza che ha visto crescere i nostri bambini con noi giovani, adolescenti e adulti. Cristo vive in noi, Cristo educa ancora oggi attraverso noi per dare al mondo ed alla sua società uomini sempre più veri.

La conclusione dell’Oratorio, la sera del 22 luglio, è stata stupenda. Pur essendo bruciato l’altoparlante anche gli adulti sono stati coinvolti nei giochi con i loro ragazzi. E’ una giovinezza che si rinnova, una semplicità che rinasce anche in noi.

Un grazie particolare alle suore: quando si ama maggiormente la Chiesa e la sua unità aumenta la gioia e la pace in tutti.

Don Angelo

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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