Cristo vivo nella Chiesa…….

Lo possiamo trovare nei gesti, nelle parole, nei volti di tutte le persone che formano quella comunione che è l’anima pulsante della Chiesa!! Lo possiamo trovare nella vita di colui che è guida a questa comunione, nella vita di colui che ci aiuta a farla crescere, nella vita di colui che ci conduce nel nostro cammino in Cristo verso Cristo, quel cammino che dona gusto alla vita di tutti i cristiani perché mostra loro la meta di tutta una vita, il riuscire ad amare l’altro gratuitamente perché nell’altro vediamo il volto di Dio. ….Lo possiamo trovare in chi è per noi la guida di questo cammino…..lo possiamo trovare in Don Angelo. 

 Sono passati ormai quarant’anni da quando Don Angelo ha acquisito un nuovo ruolo nel grande cammino che é la vita terrena di tutti i cristiani, il ruolo di guida, il ruolo di sacerdote, il ruolo di chi si fa totalmente sacramento di Cristo nel mondo decidendo di donare la propria vita agli altri. E questo dono si rinnova giorno dopo giorno in una vita che diventa essa stessa umana testimonianza della vita di Cristo, una testimonianza che proprio perché umana cresce quotidianamente imparando dalla realtà e dagli incontri vissuti….diventando così esempio a cui affidarsi. Ognuno di noi appartenenti alla Parrocchia di Jerago ha potuto così incontrare a sua volta questo dono e serbarne un ricordo.

A molti tornano alla mente le sue visite agli ammalati o alle persone in ospedale, visite che avvenivano in qualsiasi momento della giornata, spesso anche in piena notte, e che sempre donavano la gioia dell’accoglienza, dell’attenzione umana e la speranza che deriva dal sentirsi parte del disegno di Dio……Altri invece ricordano momenti di sconforto in cui si sentivano “persi nel mondo”, momenti in cui proposte decise del Don sono giunte come dono di attenzione ed accoglienza, facendo sentire queste persone importanti…….Qualcun altro è rimasto invece colpito dal fatto di esser “ricordato” e accolto anche dopo anni di lontananza dal Don…o dalla vita della Chiesa e c’è anche chi si è meravigliato del fatto che egli non faccia mai pesare i suoi acciacchi, offrendosi nel dolore cercando di non darlo a vedere, facendo cosi’ convivere la sua vocazione a Cristo in Cristo con il dolore, in modo da non mettere mai in difficoltà le altre persone e facendole sentire proprio per questo importanti…………

Noi dunque festeggiamo questi quarant’anni di sacerdozio non come ricorrenza dell’esistenza di un uomo ma come testimonianza di una vita che ha saputo accoglierci ed educarci ad essere autentici cristiani che sanno “da dove vengono e dove vanno”. Noi giovani abbiamo scoperto attraverso Don Angelo un modo diverso di vivere la nostra realtà quotidiana, imparando a interrogarci meravigliati riguardo al senso di ogni istante, di ogni piccolo evento della vita nostra e di quella che ci circonda, dando così un gusto nuovo ad essa……..quel gusto che deriva dal sapere che essa è un cammino, un viaggio con una meta, una destinazione, un senso : 

Cristo, l’amore gratuito per l’altro perché nell’altro vediamo il volto di Dio.

Sì, proprio questa e’ la meta  a cui tende il cammino di perfezionamento della vita di ogni cristiano, la meta che Don Angelo ci ha fatto scoprire e verso la quale continua a guidarci, in un percorso personale in cui ognuno troverà la propria vocazione, il tipo di quotidianità in cui vivere questo cammino.

In occasione di questa ricorrenza vorremmo rafforzare la nostra unità attorno al Pastore, che vuol essere espressione di amore a Cristo e all’unità della Sua Chiesa e invito a continuare il nostro cammino nella fede.

Per questo la invitiamo a partecipare alla festa che abbiamo organizzato come da programma allegato.

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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