Passioni di don Angelo: le vocazioni

Il riconoscimento e la cura per lo sviluppo delle vocazioni alla verginità consacrata è una dimensione della vita sacerdotale a cui don Angelo Cassani ha profondamente atteso.

Non è praticamente passato anno in cui da San Lorenzo, e prima ancora da San Carlo alla Cà Granda, non vi siano state partenze per un convento, un monastero o per il seminario. Chi scrive è uno dei “suoi” seminaristi; mi hanno preceduto nel cammino vocazionale molti altri tra cui cinque che ora sono già sacerdoti, uno che è ancora in seminario, e pure una decina di ragazze diventate suore o consacrate laiche. 

E’ certamente questa una grande grazia del Signore. Una grazia a cui egli ha corrisposto con la testimonianza di una vita sacerdotale e di fede, testimonianza che in più di un caso ha affascinato e spinto alla imitazione. Personalmente ricordo le vacanze che d’estate facevamo con lui, come dei momenti di amicizia e compagnia grande, in cui non si sentivano discorsi di orientamento vocazionale, ma si era affascinati dalla pienezza di una vita cristiana vissuta, pur nella reciproca coscienza dei limiti e della propria povertà. In questi momenti, come pure nella vita di tutto l’anno c’era sempre qualcuno che si sentiva spinto a partecipare a questa esperienza, nel dono totale di sé. 

Certamente non era solo il don Angelo a fare maturare i germi della vocazione; noi tutti vivevamo e viviamo inseriti in una comunità parrocchiale viva, e abbiamo ricevuto molte altre sollecitazioni nelle varie esperienze ecclesiali a cui abbiamo partecipato (movimenti, associazioni, ma anche gesti o momenti particolari, come pure la testimonianza di altri consacrati), insomma, la fede cristiana è stata vista da noi come una possibilità grande, che vale la pena di seguire sempre, anche quando si è chiamati a dare tutto per essa.

Don Angelo, in un certo senso, è stato, però come un “catalizzatore spirituale”, prova ne è l’abbondante “pesca” di vocazioni!

Un’ultima osservazione: quasi tutte le vocazioni nate attorno a don Angelo sono state missionarie; in un modo o nell’altro i vari preti e suore sono finiti un po’ in tutta Italia, e anche all’estero, fino in Thailandia!

Ho espresso questi pochi pensieri partendo da quanto è accaduto a me ed osservando la scelta vocazionale dei molti amici che mi hanno preceduto; esprimendomi un po’ confusamente od oscuramente, ma credo che queste righe abbiano fatto intravedere un saggio, un esempio di quanto la grazia di Dio può fare, soprattutto in chi si affida a Lui.

Paggi Carlo

Messa in Val D’Aosta

Pubblicato da weissewand

Laureato in filosofia con indirizzo storico all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lettore onnivoro. Appassionato di cinema dall’adolescenza, ho scoperto la critica cinematografica grazie alla Nouvelle Vague francese. Promotore di blog e coordinatore editoriale del sito Storia dei Film per quasi un decennio. Vivo in quell’angolo di mondo tra Milano e il lago Maggiore a pochi km dal confine svizzero patria dei miei avi, scultori e mastri comacini originari del mendrisiotto (Castel San Pietro - Ticino), scesi qualche secolo fa nella Valle dell’ Arno a Solbiate, frazione Monte, per affrescare la chiesa di Sant’ Agata e ivi rimasti. La mia famiglia è stata poi legata per un secolo ad un’ importante attività industriale di tessitura nel mio paese di residenza, attività nella quale ho avuto il primo contatto con il mondo del lavoro. Attualmente lavoro come impiegato amministrativo in una ditta metalmeccanica legata all’edilizia.

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